Miolab Pinazzi

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Informativa per il paziente e per il chirurgo ortopedico (Intervento al ginocchio)

1. Prima dell'intervento, è necessaria un'accurata valutazione del muscolo per verificarne la funzionalità ed il cambiamento oggettivo (riduzione/trasformazione/disassamento). Quando il muscolo si deforma (in seguito a trauma), si modificano anche le parti molli, il gruppo muscolare interessato che rimane accorciato, a volte per lungo tempo, non si riallunga, può tornare ad essere funzionale, ma condizionerà sempre il cammino.

2. Occorre prevedere una fase di preparazione all'intervento eseguendo trattamenti volti all'elasticizzazione della catena muscolare (no stretching, perché aumenta le difese muscolari).

3. Se possibile, non operare articolazioni bloccate da mesi per non peggiorare la situazione. In questo caso, il paziente deve essere informato sul percorso sia pre che post operatorio, sugli esercizi da eseguire, sui tempi di riabilitazione e recupero, definendo gli obiettivi raggiungibili.

4. Il trattamento riabilitativo pre-operatorio deve assolutamente avere come obiettivo il recupero completo dell'estensione, l'elasticizzazione e vascolarizzazione di tutte le parti molli, perché il paziente che cammina con dolore e claudicazio da parecchio tempo, facilmente ha acquisito un accorciamento dei flessori, un'ipotonia del quadricipite e un rallentamento della mobilità rotulea.

5. Nella prima settimana dopo l'intervento, è consigliato utilizzare un farmaco antinfiammatorio la sera prima di dormire.

6. Il mobilizzatore passivo (Kinetec) deve essere applicato con modalità precise: al di sotto della soglia dolore, compreso l'incremento automatico, soprattutto se ancora presente il drenaggio.

7. Il ghiaccio va usato solo su grandi ematomi e sulle parti molli per controllarne la temperatura.

8. Nei primi giorni di riabilitazione i movimenti vanno coadiuvati per non affaticare e sforzare l'articolazione. Uno stress eccessivo può causare tensioni sulle parti molli che devono sgonfiarsi per permettere il proseguimento del protocollo terapeutico.

9. Nelle prime sedute di fisioterapia, lavora il terapista e il paziente deve aiutare senza sforzarsi e senza affaticarsi.

10. Dopo le dimissioni, è consigliabile noleggiare un mobilizzatore passivo da utilizzare a domicilio per 2/3 ore al giorno per almeno 2 settimane.

11. Le stampelle vanno sempre utilizzate (almeno il primo mese dopo l'intervento). E' meglio un aiuto piuttosto che un cammino scorretto. Anche se l'ortopedico consiglia di abbandonarle il prima possibile, rispettare i propri tempi eviterà di mettere in atto automatismi scorretti.

12. Il trattamento manuale può scatenare dolore, ma con esso deve finire.

13. Dopo le manipolazioni è consigliato l'uso di crema antinfiammatoria sulla parte trattata per ridurre eventuale edema e/o dolore.

14. Il movimento passivo non deve mai essere forzato e causare dolore, perché provocherebbe gonfiore ed edema per tutto il giorno ed aumenterebbe la notte.

15. E' consigliato, per il primo mese, l'utilizzo di una calza elastica per l'arto operato, anche in assenza di sofferenze vascolari, perché lo mantiene più drenato e in condizioni migliori per lavorare e tollerare il trattamento manuale. In seguito utilizzare una fascia elastica piccola che aiuti a contenere dolore ed edema causati dal trattamento.

16. Le cicatrici vanno sempre trattate: è molto importante elasticizzarle e staccare le aderenze adiacenti alla zona di prelievo o ai fori di scopia, per sbloccare la rotula e facilitare il potenziamento dei vasti.

17. Il chirurgo che impiega 2/3/4 ore in sala operatoria per l'intervento di ricostruzione o protesizzazione di un arto, deve sapere che il terapista ne impiega circa 50/100 per rimodellarlo e renderlo funzionale.

18. Il recupero completo di una persona che ha camminato male per alcuni mesi, potrebbe protrarsi per 6/12 mesi. E' consigliato effettuare esercizi a domicilio, palestra, ginnastica isometrica, piscina, cyclette, per rinforzare la muscolatura.

19. Il protocollo ortopedico deve soltanto definire i tempi di non-carico, carico progressivo, carico totale e i tempi dei range articolari e di attivazione: ciò che non si deve fare e per quanto tempo.

20. L' ortopedico deve valutare se i tempi di recupero escono dal protocollo, capire il perché e completare lo scambio di informazioni con il paziente senza colpevolizzarlo (spesso il paziente vive il controllo con ansia, timore, delusione, per se, ma anche per lo specialista).

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Dott. in Fisioterapia
Giovanni Clementi


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